Antichi Fuochi

 

     Potrebbe probabilmente sfuggire a qualcuno, o a molti, il senso di una mostra fotografica dedicata ad antichi focolari, dal momento che una semplice esposizione avente per oggetto questo tipo di costruzione, potrebbe sembrare di per se stessa sterile. 

Per cogliere appieno il significato di questa esposizione, è necessario perciò porsi in uno stato d’animo del tutto particolare: riuscire a spogliarsi, sia pure per tempo strettamente dedicato all’osservazione delle foto, del concetto e del “culto del superfluo”, così come viene inteso nell’attuale vivere sociale, per far posto ad un altro concetto forse sconosciuto a molti: il concetto di “necessitas”, del bisogno. 

     E’ necessario, in poche parole, sforzarsi di entrare mentalmente nel ‘modus vivendi’ dei nostri antichi padri, in cui le azioni ed i comportamenti erano dettati dalla logica, mai spicciola, del quotidiano bisogno e fabbisogno. 

     Entrare in tale ordine di idee, certamente più agevole per i meno giovani, potrebbe riuscire più difficile alle generazioni successive che di quell’antico modo di vivere non hanno memoria diretta: ai più fortunati ne è giunta testimonianza, nelle migliore delle ipotesi, attraverso i racconti dei loro nonni. 

     E’ comunque indispensabile, per chi visita questa esposizione, soprattutto se giovane, provare ad operare questo collegamento mentale col passato, anche perché la memoria storica delle cose, degli eventi, sia pur semplice, può aiutare gli individui a conoscere le proprie radici, a riconoscersi in esse ed a compiere il complesso lungo viaggio della propria maturazione umana, sociale e civile.

     Per cogliere ancora uno degli aspetti di questa esposizione, è necessario considerare ciò che lo stesso elemento fuoco ha rappresentato nella storia dell’uomo. 

     Forse primo tra quelli che compongono il misterioso Universo, in qualche modo asservibile alle necessità dell’uomo, il fuoco è stato di volta in volta: 

- catalizzatore delle aggregazioni tribali dalla notte dei tempi; 

- elemento esorcizzante le paure di uomini antichissimi perché, oltre che calore, luce che si contrapponeva al buio non certo rassicurante di quelle notti antichissime; 

- elemento rituale purificatore comune a tante religioni;

- arma terribile da opporre ai propri nemici. 

     Nelle nostre società rurali, il fuoco ha rappresentato il centro e la vita della famiglia, tribù essa stessa, elemento aggregante e socializzatore, simbolo della casa stessa e dell’intimità familiare. 

     Ad esso i nostri antichi padri dedicarono e consacrarono il centro della casa e costruirono i focolari. 

     Il focolare, così come anticamente concepito, era il luogo di “approdo” dei vari membri della famiglia, non necessariamente rurale, al termine di una giornata trascorsa in occupazioni diverse o comuni, dure o meno dure. 

     Non a caso le sue dimensioni erano molto diverse, mastodontiche quasi, rispetto a quelle dei camini che edifichiamo oggi e che rispondono a canoni puramente estetici o rivestono il ruolo di semplici accessori delle abitazioni odierne.

     Il focolare antico è un vano, il più delle volte, abitabile. Abitabile perché deve accogliere la famiglia intera; perché è il luogo dove si svolgono le attività che chiudono la giornata: la preparazione della cena sulla “fornacella”, le fumate di “pippa” o di “sigario”, il “cunto” (favola) o la filastrocca che il nonno o la nonna racconta ai nipoti, gli “ ngarrariegli” (scioglilingua) in cui un po’ tutti si cimentano a turno, la filatura della lana e della canapa necessarie al corredo delle donne da marito. 

     Il focolare antico è ciò che oggi è stato sostituito dal computer, dalla televisione, dal cinema e da altri mass-media, quasi mai degnamente.

     In definitiva, il vero scopo di questa esposizione è quello di rivisitare attraverso queste foto, in punta di piedi per non disturbare, un pezzo di storia, semplice, ma storia nostra. 

     E’ un rispettoso omaggio a quegli uomini, quelle donne, le cui scintille di vita, i cui antichi fuochi, si sono consumati attraverso le cappe di quei focolari che vedrete in queste foto.

     Alcuni di essi hanno subito restauri che non rendono giustizia alla loro antica bellezza, altri questa bellezza la conservano intatta pur nel loro stato di totale abbandono.

     Tutti sono comunque testimoni muti di vite passate le cui scintille, ancora qualche volta, aleggiano e volteggiano tra le loro cappe. 

  

Attilio Troianiello

Accedi alla mostra fotografica

Accedi

alla Mostra Fotografica

Accedi

alla Mostra Fotografica

© 2008 A' Scarpasciota - By G.P.

Compagnia Teatrale - 'A Scarpasciota - Casanova

Antichi Fuochi